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la mostra personale di Daniele Aletti alla Piccola Galleria Materica

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L’introduzione della PGM all’opera di Daniele Aletti è l’esito di un dialogo sul vuoto…

Un tema su cui Daniele sta lavorando adesso ma che in un qualche modo potrebbe “giustificare” anche le sue sculture di ieri…sempre che l’arte si debba giustificare.

In questa personale, la PGM, ha messo il titolo, “oggetti affettuosi” e questo si, è da giustificare.

Il gioco di parole rimanda con evidenza agli “oggetti d’affezione” di Man Ray. In questo libro/opera, l’artista dadaista esprimeva la ricerca di un “nuovo senso”. Una ricerca dove il termine “affezione” è il “risultato” dell’azione artistica operata sull’”oggetto” e sul “titolo”: attraverso il titolo si guida il processo d’interpretazione dell’opera che acquisisce un nuovo senso e genera affezione.

Per Aletti l’oggetto non genera senso ma emozioni … l’oggetto non è simbolico ma affettuoso. Si deve toccare, occorre entrare in relazione.

Aletti dice: “mi piace l’idea di un contatto ravvicinato con la materia, per poi arrivare ad un esperienza diversa che per appunto va oltre la forma. (…) Essenziale credo sia il vuoto senza il quale la materia non è definibile. Il vuoto è anche l’unica cosa assoluta nella vita, tutto il resto credo sia relativo. Il vuoto non è niente di mostruoso, ma l’origine di tutto. Svuotare la propria mente porta a non mettere continuamente i propri pensieri al centro dell’attenzione”.

La stessa tecnica scultorea di Daniele è “a togliere” e quindi genera vuoto. È dall’assenza di materia che si ottiene la forma. Una materia, la pietra, che è la cosa di cui è fatta la terra (una pietra nel vuoto). La cui età può variare da 20 milioni di anni, se di recente formazione, ai 200 milioni per i materiali di mezza età. Che è estratta da enormi giacimenti, che è trasportata in giganteschi blocchi, poi tagliata in pezzature minori ed infine scolpita … ciò che resta si può vedere come risultato del vuoto che ha generato.

Non è forse un caso che Aletti insieme a Daniela M. Guggisberg abbia scelto per realizzare la galleria Camoroni a Sale San Giovanni, proprio l’infernotto: edilizia a “togliere”, nel vuoto dello scavo.

“Io sono molto contento di fare questa mostra nella Piccola Galleria Materica di Mondovì. Credo che l’entusiasmo trascinante di Michele, Gabriele e Christian stia facendo della PGM una GGM” - Daniele Aletti

Created by admin
Last modified 2008-07-14 19:20
 

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