La parola è donna, un rendez vous al femminile nel paese della buona memoria.
Loredana Dova, insegnante di lettere alla Scuola Montale di Neive, responsabile del periodico “La voce” di Castagnole Lanze con il libro dedicato all’inventore della 500, ing. Dante Giacosa, di imminente pubblicazione, Renata Avagnina di Bra con il libro “I frammenti della corazza” che racconta lo sgretolarsi delle certezze e delle difese che ci portiamo appresso, Donatella Cane con il libro “Andavamo a scuola alla Boncompagni” costruito sulla base di libri, quaderni e ricordi di allievi della scuola Carlo Boncompagni di Torino, Pinuccia Giunta, insegnante in pensione originaria di Montelupo con il romanzo breve “All’esterel”, Anna Maria Bormida, maestra elementare a Vezza, con i pannelli che i suoi alunni hanno costruito per illustrare “La favola del nonno” scritta da Beppe Fenoglio, Franca Benedusi con i due volumi di racconti pubblicati dalla casa editrice GRIFL di Cengio, Anna Maria Sarotto con il volume “Anna e la sua gente”, Liliana Chabloz con il libro “Lo giuro! Storia esemplare di un carabiniere a vita”, Clorinda Botter con le composizioni poetiche dell’antologia “Scintille”, Maria Teresa Audino con il racconto inedito “Luisa”, Marinella Castagnotti e Giovanna Zanirato con la ricerca sui balli piemontesi che corrompevano la sana gioventù: sono state loro le protagoniste della prima edizione dell’incontro “Donne e scrittura”, iniziativa nata da una collaborazione tra Arvangia, FIDAPA e il gruppo femminile albese delle Pari Opportunità svoltasi nel pomeriggio di lunedì 2 giugno a San Donato di Mango.
Madrine di questo importante happening Bianca Vetrino, Pass Presidente FIDAPA, Laurana Lajolo e Josè Pellegrini, già direttore del Corriere dei Piccoli e firma autorevole del settimanale “La domenica del Corriere”. A dar man forte anche uomini patentati al pavesiano mestiere di scrivere come il giornalista Renato Bauducco, lo scrittore Frank Jordan, il professor Andrea Cane, autore di Novecento, il volume che racconta vicende e cronache storiche di Sommariva Perno, Romano Salvetti, studioso del rapporto donne e medicina.
Con la sala ristorante dell’Osteria della Posta piena di gente e tre ore fitte di conversazioni, riflessioni e letture, il bilancio della manifestazione che si proponeva di approfondire il ruolo femminile rispetto alla memoria, alla testimonianza, alla narrazione orale e scritta, un ruolo predominante nel mondo contadino piemontese reso esplicito da Nuto Revelli con il libro L’anello forte, è ampiamente positivo .
L’incontro è stato vissuto come una prova su strada di un possibile movimento delle donne della cultura, protagoniste di iniziative, eventi, collaborazioni, capaci di operare con entusiasmo, slancio, superando paure, timori, individualismi e personalismi che molte volte frenano l’agire umano. Coerentemente con quanto già realizzato con il premio intitolato a “Carmelina Brovia e le sue sorelle”, ogni anno festeggiate a Sinio come donne che hanno saputo tenere unito e solidale il loro paese, l’Arvangia ha proposto alla FIDAPA albese un appuntamento a cadenza annuale che trasformi la festa della Repubblica in una vetrina specializzata capace di dare maggiore visibilità alle donne che scrivono, recitano, suonano strumenti musicali, organizzano, promuovono.
Marinella Prandi, Franca Benedusi e Bianca Vetrino per la FIDAPA, Orsolina Bonino e la dr.ssa Sarotto per il Movimento Pari Opportunità hanno accettato la proposta, ritenendo significativa e importante l’esperienza di collaborazione avviata con l’Associazione della rivincita culturale di Langhe e Roero.
Madrine di questo importante happening Bianca Vetrino, Pass Presidente FIDAPA, Laurana Lajolo e Josè Pellegrini, già direttore del Corriere dei Piccoli e firma autorevole del settimanale “La domenica del Corriere”. A dar man forte anche uomini patentati al pavesiano mestiere di scrivere come il giornalista Renato Bauducco, lo scrittore Frank Jordan, il professor Andrea Cane, autore di Novecento, il volume che racconta vicende e cronache storiche di Sommariva Perno, Romano Salvetti, studioso del rapporto donne e medicina.
Con la sala ristorante dell’Osteria della Posta piena di gente e tre ore fitte di conversazioni, riflessioni e letture, il bilancio della manifestazione che si proponeva di approfondire il ruolo femminile rispetto alla memoria, alla testimonianza, alla narrazione orale e scritta, un ruolo predominante nel mondo contadino piemontese reso esplicito da Nuto Revelli con il libro L’anello forte, è ampiamente positivo .
L’incontro è stato vissuto come una prova su strada di un possibile movimento delle donne della cultura, protagoniste di iniziative, eventi, collaborazioni, capaci di operare con entusiasmo, slancio, superando paure, timori, individualismi e personalismi che molte volte frenano l’agire umano. Coerentemente con quanto già realizzato con il premio intitolato a “Carmelina Brovia e le sue sorelle”, ogni anno festeggiate a Sinio come donne che hanno saputo tenere unito e solidale il loro paese, l’Arvangia ha proposto alla FIDAPA albese un appuntamento a cadenza annuale che trasformi la festa della Repubblica in una vetrina specializzata capace di dare maggiore visibilità alle donne che scrivono, recitano, suonano strumenti musicali, organizzano, promuovono.
Marinella Prandi, Franca Benedusi e Bianca Vetrino per la FIDAPA, Orsolina Bonino e la dr.ssa Sarotto per il Movimento Pari Opportunità hanno accettato la proposta, ritenendo significativa e importante l’esperienza di collaborazione avviata con l’Associazione della rivincita culturale di Langhe e Roero.