Giornata paralimpica dell'11 ottobre 2007
Marisa Masoni ci invia un bel resoconto della giornata paralimpica dell'11 ottobre 2007
Giovedì 11 ottobre si è svolta in 10 città italiane (Bari – Bologna – Genova – Gubbio – Milano – Napoli – Padova – Palermo – Roma e Torino) la giornata paraolimpica promossa dal Comitato Paraolimpico Italiano e da ENEL CUORE onlus.
Hanno partecipato a questa splendida manifestazione le scolaresche delle varie Regioni. Ho potuto assistere alla giornata di Torino e, come sempre, questa è stata per me un’ occasione di gioia e non di compassione per questi ragazzi e ragazze che si impegnano nello sport con entusiasmo, superando ogni barriera, fisica e mentale.
Il logo della presentazione era: ”La mia specialità è superare i limiti”: e come li superano!!!!
La giornata si è aperta con una dimostrazione di danza in carrozzina, poi sono seguite partite di tennis in piedi ed in carrozzina, basket, hockey su pista con carrozzine a motore. Non ci siamo neppure accorti del giungere dell’ ora di pranzo, benché venissero distribuiti a tutti sacchetti con panini e mele e acqua a volontà.
Ci attendevano altre gare: atletica leggera per amputati, non vedenti, disabili ed intellettivi.
Chi di voi ha mai visto correre atleti ciechi, altri amputati di un arto, altri con disabilità intellettiva?
Lo stadio era gremito di ragazzini ed insegnanti – tutti con la maglietta bianca dell’ Enel Cuore e con la scritta Paralimpicday – che urlavano, incitavano gli atleti, facevano la “ola”.
Abbiamo quindi assistito all’ esibizione della corsa in handbike. L’ handbike è una sorta di “bicicletta” dotata di una specie di carrozzina, molto bassa,dove gli atleti disabili fisici stanno seduti – anzi quasi semisdraiati – e guidano, usano il cambio ed i freni e pedalano con le mani .
Per me è stato un momento di emozione particolare poiché ha partecipato a questa corsa anche il mio meraviglioso nipote di 15 anni, Iago. Era il più giovane e da oltre un anno non aveva avuto la possibilità di usare l’ handbike, ma ha voluto gareggiare ugualmente, perché non conta il risultato, ma la voglia di esserci e di superare ogni barriera.
I ragazzi normodotati hanno potuto provare il golf, il simulatore di canottaggio, equitazione e intanto noi assistevamo alle gare di Judo per disabili intellettivi e non vedenti.
Quando mi si offre l’ occasione di assistere a qualche gara sportiva di disabili io mi sento sempre felice, poiché da queste persone ricevo una spinta ad essere più serena, ad accettare con meno ansia le difficoltà della vita.
Invito tutti a partecipare, appena possibile, ad una manifestazione come questa e a capire quale sia lo spirito di questi uomini e donne di tutte le età che affrontano senza problemi le loro difficoltà, a volte ci scherzano su, raccontano aneddoti a loro capitati : dalla difficoltà di servirsi negli scaffali dei supermercati, all’ arto artificiale che, durante una gara di sci, se ne va solo soletto saldamente attaccato allo sci, lasciando il malcapitato con una sola gamba ad affrontare le cunette ghiacciate.
Ce ne sarebbero molti altri…..che cos’è per noi un’ influenza o una multa da pagare?
Per questo io ringrazio sempre in cuor mio questa gente meravigliosa e la non meno meravigliosa Tiziana Nasi che segue questi atleti in ogni fase della loro vita sportiva.
Quando trovo Tiziana durante questi incontri non mi stanco di osservare la luce dei suoi occhi che esprimono tutto l’ entusiasmo della sua vita dedicata a questi ragazzi.
Ci sarebbero molte altre persone da citare : Ciccio Mancuso – disabile dall’ età di 17 anni – che ha partecipato con i Tori seduti (da tre anni campioni d’ Italia) alle paraolimpiadi di hockey su ghiaccio, a Mariangela Badini, a Paolo Icardi della Pegaso di Asti, e poi a Marco Gamba, a “Tama” a Fabrizio Benintendi e …quanti quanti altri mi vengono in mente!!! Perciò invito tutti a venire a Torino in Piazza Castello il 2 giugno 2008.
Ma…sarò più precisa in seguito.
Scusate se sono stata prolissa, ma è stato il cuore a dettare.
Hanno partecipato a questa splendida manifestazione le scolaresche delle varie Regioni. Ho potuto assistere alla giornata di Torino e, come sempre, questa è stata per me un’ occasione di gioia e non di compassione per questi ragazzi e ragazze che si impegnano nello sport con entusiasmo, superando ogni barriera, fisica e mentale.
Il logo della presentazione era: ”La mia specialità è superare i limiti”: e come li superano!!!!
La giornata si è aperta con una dimostrazione di danza in carrozzina, poi sono seguite partite di tennis in piedi ed in carrozzina, basket, hockey su pista con carrozzine a motore. Non ci siamo neppure accorti del giungere dell’ ora di pranzo, benché venissero distribuiti a tutti sacchetti con panini e mele e acqua a volontà.
Ci attendevano altre gare: atletica leggera per amputati, non vedenti, disabili ed intellettivi.
Chi di voi ha mai visto correre atleti ciechi, altri amputati di un arto, altri con disabilità intellettiva?
Lo stadio era gremito di ragazzini ed insegnanti – tutti con la maglietta bianca dell’ Enel Cuore e con la scritta Paralimpicday – che urlavano, incitavano gli atleti, facevano la “ola”.
Abbiamo quindi assistito all’ esibizione della corsa in handbike. L’ handbike è una sorta di “bicicletta” dotata di una specie di carrozzina, molto bassa,dove gli atleti disabili fisici stanno seduti – anzi quasi semisdraiati – e guidano, usano il cambio ed i freni e pedalano con le mani .
Per me è stato un momento di emozione particolare poiché ha partecipato a questa corsa anche il mio meraviglioso nipote di 15 anni, Iago. Era il più giovane e da oltre un anno non aveva avuto la possibilità di usare l’ handbike, ma ha voluto gareggiare ugualmente, perché non conta il risultato, ma la voglia di esserci e di superare ogni barriera.
I ragazzi normodotati hanno potuto provare il golf, il simulatore di canottaggio, equitazione e intanto noi assistevamo alle gare di Judo per disabili intellettivi e non vedenti.
Quando mi si offre l’ occasione di assistere a qualche gara sportiva di disabili io mi sento sempre felice, poiché da queste persone ricevo una spinta ad essere più serena, ad accettare con meno ansia le difficoltà della vita.
Invito tutti a partecipare, appena possibile, ad una manifestazione come questa e a capire quale sia lo spirito di questi uomini e donne di tutte le età che affrontano senza problemi le loro difficoltà, a volte ci scherzano su, raccontano aneddoti a loro capitati : dalla difficoltà di servirsi negli scaffali dei supermercati, all’ arto artificiale che, durante una gara di sci, se ne va solo soletto saldamente attaccato allo sci, lasciando il malcapitato con una sola gamba ad affrontare le cunette ghiacciate.
Ce ne sarebbero molti altri…..che cos’è per noi un’ influenza o una multa da pagare?
Per questo io ringrazio sempre in cuor mio questa gente meravigliosa e la non meno meravigliosa Tiziana Nasi che segue questi atleti in ogni fase della loro vita sportiva.
Quando trovo Tiziana durante questi incontri non mi stanco di osservare la luce dei suoi occhi che esprimono tutto l’ entusiasmo della sua vita dedicata a questi ragazzi.
Ci sarebbero molte altre persone da citare : Ciccio Mancuso – disabile dall’ età di 17 anni – che ha partecipato con i Tori seduti (da tre anni campioni d’ Italia) alle paraolimpiadi di hockey su ghiaccio, a Mariangela Badini, a Paolo Icardi della Pegaso di Asti, e poi a Marco Gamba, a “Tama” a Fabrizio Benintendi e …quanti quanti altri mi vengono in mente!!! Perciò invito tutti a venire a Torino in Piazza Castello il 2 giugno 2008.
Ma…sarò più precisa in seguito.
Scusate se sono stata prolissa, ma è stato il cuore a dettare.
Marisa