Pupi Avati e le passioni basse piemontesi
Il film di Pupi Avati “Nel tepore del ballo” che tanto interesse ha suscitato a Cuneo dove sono state girate riprese sotto i portici di via Roma, in Duomo e nello storico caffè-pasticceria Arione, avrà in autunno una sua vetrina importante anche ad Alba. Con la consegna al regista di una copia del volume di recente pubblicazione per i tipi dell’Araba Fenice di Boves “Le passioni basse non portano in Paradiso” che racconta le crociate combattute dal clero piemontese per salvare dalle fiamme dell’inferno i ballerini impenitenti, l’Associazione Crosiera e le coautrici del volume Marinella Castagnotti e Giovanna Zanirato hanno preso accordi con la DUEA Film per una serata di presentazione del film nell’albese, rendendo protagonisti i numerosi ballerini, uomini e donne, intervistati nei paesi di Langa e Roero, le cui testimonianze hanno reso palpitanti le storie di vita che il libro dedicato a balli, ciabre, donne, peccati e uomini di chiesa ha saputo riscattare dall’oblio.
Il regista Pupi Avati, suo fratello e la segretaria di produzione che hanno preso accordi con le Associazioni Arvangia e Crosiera e le ricercatrici albesi, hanno dimostrato interesse per il nuovo libro dell’Araba Fenice, già ospitato dalla Fiera del Libro di Torino con l’iniziativa Fahrenheit Tram, lo storico veicolo “verde” n. 2595, per l’occasione battezzato Fahrenheit come l’omonima trasmissione in onda su Radio3. Le animazioni sperimentate con successo a Torino dagli autori Donato Bosca, Marinella Castagnotti e Giovanna Zanirato, con la complicità dell’attore Matteo Brancaleoni e del maestro fisarmonicista Franco Boglietti di La Morra, ruotano attorno alle severe prese di posizione dei parroci di campagna, eccezion fatta per don Franco Servetto, già parroco di Serravalle Langhe, in tema di balli davvero “voce fuori dal coro”, uno dei pochissimi sacerdoti di Langa e Roero a promuovere il ballo come svago e divertimento tra i suoi parrocchiani, convinto che l’unico peccato lo commettessero quelli che salivano a danzare sui balli a palchetto senza esserne capaci.
Il libro è stato illustrato a Pupi Avati come una sorta di confessionale che raccoglie verità a lungo taciute, narrando di ciabre irriverenti, di ragazze da marito convinte che il ballo fosse il migliore dei bacialé, di sacerdoti alla savonarola che minacciavano scomuniche, di prediche di fuoco e condanne senza appello e sullo sfondo i balli dei coscritti, gli accoltellamenti nelle stalle, le danze a rischio di dannazione che si facevano a carnevale, i ballerini che portavano a casa la bandiera, quelli che facevano a pugni per rabbia e consolazione, le ragazze travestite da uomini, le madri carabiniere al di qua della balaustra, il tiro della corda e le tresche amorose di paese. Un concentrato di storie che dimostra come il ballo in terra di Piemonte sia stato nei secoli una sorta di grande muraglia impossibile da abbattere.
Le Associazioni Arvangia e Crosiera, impegnate ad organizzare per il mese di novembre l’incontro con il regista Pupi Avati, l’attore Luigi Lo Cascio e lo staff che ha concluso a Cuneo la quarta settimana di riprese, stanno promuovendo il libro dedicato alle “passioni basse” dei ballerini piemontesi attraverso una serie di eventi in calendario nel corso dell’estate che saranno presentati domenica 15 giugno, ore 11, presso la libreria Milton in via Pertinace ad Alba. Per informazioni e presentazioni del libro ci si può rivolgere all’indirizzo di posta elettronica arvangia@casamemorie.it o al recapito telefonico 338-1761673.
Il regista Pupi Avati, suo fratello e la segretaria di produzione che hanno preso accordi con le Associazioni Arvangia e Crosiera e le ricercatrici albesi, hanno dimostrato interesse per il nuovo libro dell’Araba Fenice, già ospitato dalla Fiera del Libro di Torino con l’iniziativa Fahrenheit Tram, lo storico veicolo “verde” n. 2595, per l’occasione battezzato Fahrenheit come l’omonima trasmissione in onda su Radio3. Le animazioni sperimentate con successo a Torino dagli autori Donato Bosca, Marinella Castagnotti e Giovanna Zanirato, con la complicità dell’attore Matteo Brancaleoni e del maestro fisarmonicista Franco Boglietti di La Morra, ruotano attorno alle severe prese di posizione dei parroci di campagna, eccezion fatta per don Franco Servetto, già parroco di Serravalle Langhe, in tema di balli davvero “voce fuori dal coro”, uno dei pochissimi sacerdoti di Langa e Roero a promuovere il ballo come svago e divertimento tra i suoi parrocchiani, convinto che l’unico peccato lo commettessero quelli che salivano a danzare sui balli a palchetto senza esserne capaci.
Il libro è stato illustrato a Pupi Avati come una sorta di confessionale che raccoglie verità a lungo taciute, narrando di ciabre irriverenti, di ragazze da marito convinte che il ballo fosse il migliore dei bacialé, di sacerdoti alla savonarola che minacciavano scomuniche, di prediche di fuoco e condanne senza appello e sullo sfondo i balli dei coscritti, gli accoltellamenti nelle stalle, le danze a rischio di dannazione che si facevano a carnevale, i ballerini che portavano a casa la bandiera, quelli che facevano a pugni per rabbia e consolazione, le ragazze travestite da uomini, le madri carabiniere al di qua della balaustra, il tiro della corda e le tresche amorose di paese. Un concentrato di storie che dimostra come il ballo in terra di Piemonte sia stato nei secoli una sorta di grande muraglia impossibile da abbattere.
Le Associazioni Arvangia e Crosiera, impegnate ad organizzare per il mese di novembre l’incontro con il regista Pupi Avati, l’attore Luigi Lo Cascio e lo staff che ha concluso a Cuneo la quarta settimana di riprese, stanno promuovendo il libro dedicato alle “passioni basse” dei ballerini piemontesi attraverso una serie di eventi in calendario nel corso dell’estate che saranno presentati domenica 15 giugno, ore 11, presso la libreria Milton in via Pertinace ad Alba. Per informazioni e presentazioni del libro ci si può rivolgere all’indirizzo di posta elettronica arvangia@casamemorie.it o al recapito telefonico 338-1761673.