Elva - Le parole ritornano - di Giacinto Bollea: la presentaizone di G. P. Casagrande
Scrive GianPiero Casagrande nella presentazione di questo libro: "La montagna è vita o ricordo di vita che pulsava e che ancora pulsa, sia pure sottotraccia. Così è Elva, così è per chi ha la fortuna di vederla e di innamorarsene, sia pure di un amore razionale, come quello che traspare dalle pagine di Giacinto Bollea, un viaggio mentale più che fisico (ma "viaggiare necesse est"), un'intima ricerca di un luogo che è anche di un'origine, di una radice un tempo piantata e salda, nonostante la durezza della terra di lassù.
Un viaggio percorso con gli strumenti fratelli della prosa e della poesia, ma anche con l'accompagnamento della filosofia e di una religiosità che appare in montagna più forte, poiché campanili e monti hanno "un'anima verticale" in comune. Il senso del sacro è anche nei nomi, se è vero che Maira indicava in antico una sorgente, appunto, sacra, in grado di permeare i luoghi intorno della propria aura".
Un viaggio percorso con gli strumenti fratelli della prosa e della poesia, ma anche con l'accompagnamento della filosofia e di una religiosità che appare in montagna più forte, poiché campanili e monti hanno "un'anima verticale" in comune. Il senso del sacro è anche nei nomi, se è vero che Maira indicava in antico una sorgente, appunto, sacra, in grado di permeare i luoghi intorno della propria aura".