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riceviamo dall'Arvangia e pubblichiamo il seguente comunicato: " QUESTA VOLTA parliamo di medaglie."

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QUESTA VOLTA parliamo di medaglie.

Come il premio “fautor langae” attribuito ad Oscar Barile dalla Confraternita della Nocciola di Cortemilia sabato 13 giugno a Cortemilia. Strameritato.

O il premio Arzigh di Canale assegnato al plesso di scuola dell’infanzia di Valle Talloria e alla maestra Giovanna Zanirato il sabato precedente 6 giugno. Ultimo di una lunga serie.

O il premio “La me tèra, la so gent”, sezione poesia, vinto da Silvio Viberti a Loazzolo, splendido palcoscenico sulle vigne della Langa Astigiana domenica 14 giugno. Ennesima conferma di un grande talento.

O il concorso “Arcobaleno di collina”, lanciato clandestinamente attraverso facebook per premiare l’articolo di maggior gradimento pubblicato sul primo numero della rivista “Langhe, cultura e territorio”, vinto da Primo Culasso con l’articolo dedicato a Gepo, spirito della collina di Trezzo Tinella. Primo, nomen omen,

O il bel libro di Mario Fior “San Benedetto Belbo, immagini dal territorio” edito per illuminata iniziativa dell’ex sindaco Giuseppe Corsini, volume fotografico da applausi a scena aperta.

O l’altro bel libro pubblicato a Cissone con il titolo “Cissone, piccolo angolo di Langa”, curato da Oscar Barile che ha potuto disporre del vasto patrimonio di documenti archivistici fornito da Amedeo Castagnotti ed ha tratto immagini dagli archivi fotografici di Eugenio Baudana, Ivo Bertaina, Angelo Calenda, Giorgio Gabutti, Valerio Gabutti, Giuseppe Massoni, Lucia Irene Parucco, Arturo Pressenda e Sergio Vibalda. Un libro corale che “rende presenti nell’animo del lettore ciò che innumerevoli generazioni hanno vissuto, amato, sofferto e creato col lavoro delle proprie mani”. Un libro che “cammina” e che offre ai lettori l’emozione di un “paese fiorito”, piccolo e bello, splendido nel suo isolamento su un cocuzzolo di collina che è luogo dell’anima, con pochi e cordialissimi abitanti.

Parliamo di medaglie metaforicamente, di soddisfazioni, di piccoli eventi, di approdi come il concorso letterario rivolto al genere fiabesco con temi sociali la cui premiazione avrà luogo venerdì 19 giugno alle ore 18 presso la confraternita di San Francesco a Santa Vittoria d’Alba, ospite d’onore Aldo Agnelli con i suoi 85 anni di età e 70 di fotografie, un appuntamento da non perdere assolutamente nel corso del quale verrà presentata l’antologia “Un Roero da favola”.

Piccole medaglie come quella che Gianni Martini ha forgiato in punta di penna per dare notizia del nuovo libro di Donato Bosca in distribuzione per i tipi della Priuli & Verlucca.

Le parole scolpite dei contadini-soldati

«Ospedale da campo 97 (...). E’ il 23 ottobre 1915 e Giacomo vuole informare la moglie di quanto gli è accaduto senza spaventarla. (...) Usa la mano ferita e manifesta con l’espressione “Colla stessa mano che mi son ferito” la grande forza d’animo che solo i contadini soldato possiedono». Così Donato Bosca nell’introduzione al saggio che analizza la forza, la potenza della parola scritta dalle «classi subalterne» tra inizio e metà del 1900. Quel soldato di cartoline alla famiglia ne scrisse quattro prima di morire. Belle, importanti e conservate come gioielli, come testamento morale di un grande uomo.

Donato Bosca: «La voce umana dei nostri giorni non ha questa potenza. Dispersa su un cavo o addomesticata da una tastiera, mediata da un microfono, videoregistrata ed esaltata dalle immagini».

Gianni Martini,

La Stampa, domenica 14 giugno.

TITOLO: COLLA STESSA MANO CHE SON FERITO...

AUTORE: DONATO BOSCA

EDITORE: PRIULI&VERLUCCA

COLLANA: QUADERNI DICIVILTÀ E CULTURA PIEMONTESE

PAGINE: 208 PREZZO: Euro 19,5

Created by GolNeg88
Last modified 2009-06-18 13:00
 

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